CI SCUSIAMO, MA QUESTA SEZIONE è IN FASE DI AGGIORNAMENTO

PROTOCOLLO DI INCLUSIONE PER STUDENTI CON BES

I bisogni educativi speciali sono espressi da quegli studenti che, per ragioni fisiche e/o biologiche e/o fisiologiche o anche psicologiche, sociali, necessitano di una risposta personalizzata da parte della scuola in modo continuativo o per determinati periodi di tempo.
Pertanto, con espresso riferimento ai principi dettati dalla Legge 53/2003, la scuola riconosce il diritto di personalizzare l’apprendimento per tutti gli alunni in difficoltà.
La scuola attiva e aggiorna annualmente il protocollo di inclusione, una guida dettagliata con le informazioni sull’ammissione e l’integrazione ottimale degli studenti con bisogni educativi speciali (BES) all’interno dell’istituto. Il protocollo contiene principi, criteri e consigli su procedure e prassi per l’integrazione ottimale degli studenti secondo quanto previsto dal DM 27 con CM n. 8 del 6.03.2013, con il quale il Ministero della Pubblica Istruzione fornisce consulenza operativa per il attuazione delle disposizioni del decreto ministeriale 27 dicembre 2012.
Tali ordinanze formulano la necessità di applicare a tutti gli alunni con bisogni educativi speciali le misure previste dalla Legge n. allo studio Scolari e studenti con disturbi speciali di apprendimento”.
Pertanto il protocollo di inclusione è:
• È rivolto agli studenti che necessitano di attenzioni particolari in relazione alla seconda, terza e quarta categoria sopra descritte
• Definisce i compiti e i ruoli delle persone che lavorano nella scuola
• Seguire le linee delle possibili fasi di accoglienza e attività di moderazione per l’apprendimento
• È uno strumento di lavoro e viene quindi periodicamente integrato e verificato sulla base dell’esperienza.
Allo stesso tempo, si propone di:
• Definire le pratiche comuni di tutti i dipendenti del nostro istituto
• Facilitare l’ingresso degli studenti a scuola e supportarli nella fase di adattamento al nuovo ambiente
• Qualsiasi iniziativa di comunicazione e cooperazione tra scuola, famiglia e (comuni, Asur, province, cooperative, enti di formazione, centri autorizzati, ecc.).

L’istituto ha affidato alla prof.ssa M. Letizia Capparucci la funzione strumentale per il BES e ha costituito un’apposita commissione BES, composta dai docenti:
• Annalisa Paoloni, Marinelli Assunta – Sede di Palazzo Venieri
• Francesca Longarini, Stefania Vagnarelli, Carlo Santini – Sede in Via Aldo Moro

IDENTIFICAZIONE DI BES

Le tipologie di BES sono individuate sulla base di elementi oggettivi:
– relazione clinica,
– certificazione clinica,
– segnalazione degli operatori dei servizi sociali,
– fondate considerazioni psicopedagogiche e didattiche del Consiglio di Classe.
Le difficoltà che pongono gli alunni in condizione di Bisogno Educativi Speciali sono raggruppate dalla normativa vigente in cinque categorie:
1. La disabilità, per la quale si fa specifico riferimento alla certificazione prevista dalla legge 104/92, che dà diritto anche all’insegnante di sostegno ed al Piano Educativo Individualizzato (PEI).
2. Lo svantaggio socio – economico, linguistico e culturale, per la quale si fa riferimento alla segnalazione degli operatori dei servizi sociali, e/o fondate considerazioni psicopedagogiche e didattiche del Consiglio di Classe.

3. I Disturbi evolutivi specifici, ovvero:
a. Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) – (Legge n.170/2010), per i quali occorre presentare alla segreteria della scuola la certificazione clinica, rilasciata dall’Asur di competenza o da Centro privato autorizzato dalla sanità regionale, che deve essere redatta da un’equipe composta da Neuropsichiatra Infantile, Psicologo Clinico e Logopedista.
b. Disturbi del linguaggio
c. Disturbi delle abilità non verbali
d. Disturbi della coordinazione motoria
e. Disturbo dell’attenzione e dell’iperattività (ADHD).
Per questi disturbi occorre presentare alla segreteria della scuola una relazione clinica di supporto redatta da uno specialista che opera nel settore pubblico o privato.
4. Funzionamento intellettivo limite (F.I.L. o borderline): il F.I.L. può essere considerato un caso di confine fra la disabilità e il disturbo. Lo studente che presenti un F.I.L. in comorbilità con altri disturbi può, sulla base delle considerazioni cliniche formulate dall’équipe sanitaria, accedere ai diritti previsti dalla Legge 104/’92, quindi alla possibilità di avere l’insegnante di sostegno. Anche in questo caso occorre presentare alla segreteria della scuola la relazione clinica di supporto redatta da specialista che opera nel settore pubblico o privato.

5. Disturbo di attenzione e iperattività Adhd (Attention deficit hyperactivity disorder), per il quale occorre presentare alla segreteria della scuola una relazione clinica di supporto redatta da specialista che opera nel settore pubblico o privato.

Per gli alunni con DSA (Legge 170/2010) e per gli alunni con Disabilità (Legge 104/92) ammessi al triennio è d’obbligo il rinnovo della certificazione.

Per i DSA la normativa di riferimento è il testo dell’ Accordo della Conferenza Permanente per i Rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano su “Indicazioni per la diagnosi e la certificazione dei Disturbi specifici di apprendimento (DSA)” (Presidenza del Consiglio dei Ministri CSR 0003614 P-4.23.2.2 del 24.07.2012 )- Art.3, comma 3” Il profilo di funzionamento è di norma aggiornato:
al passaggio da un ciclo scolastico all’altro e comunque, di norma, non prima di tre anni dal precedente;
al passaggio dal biennio al triennio di frequenza;
ogni qualvolta sia necessario modificare l’applicazione degli strumenti didattici e valutativi necessari, su segnalazione della scuola alla famiglia o su iniziativa della famiglia”.

Per gli alunni con Disabilità, la Legge 104/92 all’art.12 comma 8 recitaIl profilo dinamico-funzionale è aggiornato a conclusione della scuola materna, della scuola elementare e della scuola media e durante il corso di istruzione secondaria superiore.”

PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO (PDP)

Il Consiglio di classe, sulla base degli elementi emersi dalla diagnosi, delle osservazioni psicopedagogiche dei docenti ed in accordo con la famiglia, redige il Piano Didattico Personalizzato (PDP), suddiviso nelle seguenti aree:
• Dati generali dello studente (indirizzo ed anno scolastico di frequenza, data di nascita, nazionalità, classe e sezione, nome del coordinatore)
• Individuazione e descrizione del bisogno educativo speciale (area o categoria bes, tipologia)
• Rapporti scuola-famiglia (colloqui intercorsi)
• Interventi extrascolastici educativo-riabilitativi
• Interventi educativi territoriali (quartiere, comune, provincia, regione):
• Profilo educativo e didattico dell’alunno:
a. funzionamento delle abilità (componenti funzionali delle competenze: lettura, scrittura, calcolo, comprensione, proprietà linguistica, difficoltà in lingue straniere, atteggiamento verso lingua e cultura d’origine- per gli alunni stranieri, memoria, attenzione, affaticabilità, eventuali disturbi associati).
b. caratteristiche comportamentali (motivazione, atteggiamenti e comportamenti riscontrabili a scuola).
• Strategie e strumenti utilizzati dall’alunno nello studio, grado di autonomia (a scuola e a casa), punti di forza dell’alunno (attività preferite, interessi, attività extrascolastiche, discipline in cui riesce, discipline preferite, figure di riferimento nell’extrascuola come genitori o tutor) e del gruppo classe (compagni di riferimento per le attività disciplinari, sociali ed extrascolastiche).

• Livello obiettivo
• Didattica individualizzata e personalizzata (attività individuali di rilassamento, consolidamento e/o potenziamento, inclusi metodi e strategie di insegnamento, misure dispensative e strumenti di compenso, criteri e metodi di revisione, metodi di valutazione)
• Accordo con la famiglia (stili genitoriali, compiti, offerte di aiuto, strumenti compensativi per uso domestico, dispense e strumenti compensativi)
• Proposte di funzionamento per l’ultimo anno di corso.

 

Pagina informativa per i genitori

BES – INDICAZIONI OPERATIVE

MODULI PER FAMIGLIE

Elenco delle strutture sanitarie private accreditate (BUR n. 16 del 14 marzo 2019)